Al Filarmonico di Verona va in scena la Tosca di Puccini

TOSCA

Tosca Fiorenza Cedolins/Lilla Lee/Monica Zanettin
Mario Cavaradossi Murat Karahan/Mikheil Sheshaberidze
Scarpia Giovanni Meoni/Boris Statsenko
Il sagrestano Misha Khirie
Angelotti Gianluca Lentini
Spoletta Antonello Ceron
Sciarrone Dario Giorgelè
Un carceriere Da definire
Un pastore Da definire

Da domenica 19 marzo 2017 alle 15.30 fino al 30 marzo  torna sul palcoscenico del Teatro Filarmonico un altro titolo pucciniano: Tosca, presentata nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona con regia, scene e costumi di Giovanni Agostinucci. Sul podio Antonino Fogliani.

I soprani Fiorenza Cedolins Lilla Lee e Monica Zanettin di divideranno il  ruolo del titolo, al fianco di Mario Cavaradossi interpretato da Murat Karahan e Mikheil Sheshaberidze; il ruolo del Barone Scarpia sara' affidato rispettivamente al baritono  Giovanni Meoni e Boris Statsenko

Repliche:

Martedì 21 marzo 2017, ore 19.00
Giovedì 23 marzo 2017, ore 20.00
Domenica 26 marzo 2017, ore 15.30
Martedì 28 marzo 2017, ore 19.00
Giovedì 30 marzo 2017, ore 20.00

Melodramma in tre atti. Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa tratto dal dramma di Victorien Sardou Musica di Giacomo Puccini

Direttore: Antonino Fogliani

Tosca è un melodramma in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.

A partire dal 1890 la scena del melodramma vide una fase di straordinaria vitalità; l'inizio di questa fase può farsi coincidere con il successo improvviso dell'opera Cavalleria Rusticana di Mascagni. A seguire esordì una nuova generazione di compositori (Leoncavallo, Franchetti, Cilea, Mascagni, Giordano e lo stesso Puccini), tanto da spingere a coniare il termine "Giovine Scuola".
Tale terminologia non voleva indicare un'apparteneza culturale o anagrafica comune, quanto piuttosto un radicale cambiamento improntato alla ricerca di nuovi moduli drammaturgici e musicali che inaugurò una nuova stagione creativa.

Per abbracciare questa richiesta di novità, anche grazie a soggetti di forte impatto emotivo, Puccini aveva manifestato l'intenzione di scrivere un'opera basata sul dramma in cinque atti di Victorien Sardou "La Tosca".
Puccini assistette ad una rappresentazione de "La Tosca" nel 1889 a Milano, rimanendone profondamente colpito: vi riconobbe subito il soggetto perfetto per un'opera lirica.
L'editore Giulio Ricordi si attivò per avere i diritti dell'opera, ma sorsero alcuni problemi con Victorien Sardou che spinsero Puccini a rinunciare.

Una confessione di Giuseppe Verdi al suo biografo ("Vi sarebbe un dramma che, se io fossi ancora in carriera, musicherei con tutta l'anima, ed è Tosca") spinse l'editore Ricordi a ritentare la strada di un accordo per i diritti del dramma, questa volta con esito positivo.
Il primo destinatario dell'incarico di comporre l'opera fu Alberto Franchetti, reduce dal recente successo del suo "Cristoforo Colombo" (1892). Pochi mesi dopo aver ottenuto l'incarico (fine 1893) Franchetti decise però di rinunciare all'opera.
Fu così che gli subentrò Giacomo Puccini.

Nonstante la composizione dell'opera particolarmente travagliata, tra ripensamenti e modifiche dell'ultimo minuto, la Tosca di Puccini debuttò il 14 Gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma.
Il ruolo di Tosca venne affidato a Hariclea Darclée, Emilio De Marchi fu il primo Cavaradossi e Eugenio Giraldoni ricoprì con successo il ruolo di Scarpia. L'orchestra venne diretta da Leopoldo Mugnone.

Il clima della prima era quello delle grandi occasioni: tutti gli esponenti della "Giovine Scuola" erano presenti (compreso Alberto Franchetti). Inoltre anche l'allora Regina e il Capo del Governo assistettero a parte della rappresentazione.
La Tosca di Puccini ottenne da subito un considerevole successo; il compositore riuscì così a scrollarsi definitivamente di dosso il cliché di "cantore delle piccole cose".

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