Disastro Macerata: Carignani lascia la produzione di Ballo in Maschera

“Parte una nuova stagione Lirica con l’obiettivo di fare bene e soprattutto di offrire uno spettacolo che piaccia sia ai tanti appassionati che arriveranno dall’Italia e dall’estero sia ai maceratesi, anche quelli che non hanno mai assistito ad un’opera allo Sferisterio.”

Così auspicava il Sindaco di Macerata, Romano Carancini, il 15 aprile scorso, presentando la stagione invero non entusiasmante e certo non presagendo ciò che sarebbe accaduto in queste ore: l’abbandono del maestro Paolo Carignani, chiamato a dirigere l’inaugurale “Ballo in maschera” , protamente sostituito da Daniele Callegari.

Cosa è accaduto? Al primo assieme il maestro Carignani sbotta e si rivolge a Pier Luigi Pizzi avanzando forti riserve sul soprano (Teresa Romano) e sul baritono (Marco Di Felice). Il clima si fa rovente, Pizzi promette di provvedere alla loro sostituzione, di fronte a testimoni, poi…d’improvviso…fa retromarcia. Carignani abbandona, Callegari è pronto a rimpiazzarlo.

Conosciamo Teresa Romano e le sue recenti ingloriose prestazioni, soprattutto il “Trovatore” a Parma e la “Clemenza di Tito” a Napoli, decisamente sotto il minimo richiesto per questi ruoli . Non stentiamo a credere a una altrettanto improponibile Amelia, ruolo di estrema difficoltà in cui si richiede una cantante di saldissima tecnica e di grande vocalità. Non a caso un ruolo che è stato interpretato da eccelse vocaliste: Callas, Tebaldi, Cerquetti, Caballé, oggi Violeta Urmana, Sondra Radvanovsky, Nina Stemme, Anna Maria Wetsbroeck.

Il problema che ora si pone è questo: d’accordo risparmiare, in periodo di crisi. Ma perchè risparmiare solo sui cast e non sui propri allestimenti? A Macerata le regìe sono opzionate dalla coppia Pizzi-Gasparon, sono loro gli allestimenti, le scene, i costumi. I cast influiscono sul budget per una percentuale ridottissima, forse non arrivano al 18%. Come si fa ad allineare sul palcosce nico voci totalmente inadatte ai ruoli richiesti?

Macerata era famosa, un tempo assai lontano, per le grandi personalità vocali che ivi transitavano e l’Opera, oggi come ieri, si fa con le voci. Ebbene: non ha ragione Carignani a richiedere un soprano degno del ruolo di Amelia? Non è il direttore musicale ad avere la responsabilità dell’esecuzione e dell’ensemble?

Macerata: abbiamo cominciato assai male.

A seguito di quanto avvenuto e qui riportato, chiediamo lumi al maestro

Paolo Carignani, in uno scambio di messaggi in Facebook.

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Enrico Stinchelli 29 giugno alle ore 21.51

Ciao Paolo (ndr Carignani) , ho appreso da voci attendibili di ciò che è accaduto a Macerata (…)
se ti va , mi spieghi meglio? Ho capito bene?
Ciao,a presto
E.

Risponde Paolo Carignani:

Pizzi diceva di essere daccordo con me sui miei dubbi su alcuni interpreti e che si sarebbe provveduto alla loro sostituzione,dichiarandolo di fronte a testimoni.Poche ore dopo aveva inspiegabilmente cambiato idea.Per non metterlo in disagio ulteriore ho preferito concedermi una ,forse, meritata vacanza.
Lavoro da molti anni all’estero e il mio “ritorno” in Italia è stato francamente traumatico
Speriamo non sia sempre così nel futuro.

Paolo Carignani 30 giugno alle ore 1.41

Enrico, grazie per la tua solidarietà e complimenti ancora per la tua passione unita al senso dell’utopia,senza la quale non sarebbe possibile nulla
Ciao,
Paolo Carignani

Enrico Stinchelli 30 giugno alle ore 9.28

ciao ,sinceramente mi dispiace per questo brutto episodio.Consenti ch’io riporti le tue dichiarazioni?.ciao,un caro saluto
Enrico

Paolo Carignani 30 giugno alle ore 9.30

Naturalmente Enrico,grazie per la tua solidarietá.

Paolo Carignani 30 giugno alle ore 9.30

A presto,

Paolo Carignani 30 giugno alle ore 9.31

 

Adesso qualcuno mi spieghi perchè un professionista del calibro di Paolo Carignani, che svolge una onoratissima carriera all’estero, debba ritirarsi dopo aver LECITAMENTE espresso un parere negativo su un cast di cui ha la piena responsabilità? Perchè la direzione artistica di Macerata decide di mettere in cartellone un’opera notoriamente difficile per gli attuali cast, soltanto affidandosi alla propria regìa, che non può essere sufficiente in ogni caso? Fino a prova contraria l’Opera va cantata ed eseguita musicalmente, oltre che vista. Ci si augura, inoltre, che non debba andar via dal cast anche Elisabetta Fiorillo (Ulrica) dopo i forti contrasti che ebbe nei confronti dei tempi scelti dal maestro Callegari in occasione della “Forza del destino”, sempre a Macerata, e che portarono alla sua sostituzione con Anna Maria Chiuri. Magari adesso le cose si sono appianate.

Ascoltiamo il soprano Teresa Romano nel “Trovatore” eseguito lo scorso anno a Parma.

Le domande sono : può eseguire decentemente il ruolo di Amelia, ancor più complesso?

Il maestro Carignani ha fatto bene o ha fatto male ad andarsene?

La competenza degli agenti e della direzione artistica c’è o non c’è affatto?

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