Giuseppe di Stefano intervista: registi giu’ le mani dalle opere

Ai miei tempi il pubblico aveva il potere in mano oggi gli appassionati contano poco o niente in uno spettacolo.Per rendersi conto di questa triste realta’ c’e’ perfino chi vorrebbe eliminare la figura dei loggionisti…sarebbe la fine dell’ opera.

Questa citazione sopra  e’ ripresa da una intervista al tenore  Giuseppe Di Stefano, uno dei grandi che hanno fatto l’ opera lirica.Continua cosi:

Le manca il pubblico? (intervistatore)

Certo perche’ e’ il pubblico che fa l’ opera.Ai miei tempi c’era una partecipazione attiva, carnale degli spettatori,paragonabile alla forza dello spettacolo della Corrida spagnola.La gente dopo i concerti se ne fregava se tu eri stanco o meno, entrava quasi a forza nei camerini.C’ era chi felicissimo urlava:” mi fai stare male quando canti…” oppure chi addirittura con le lacrime agli occhi:”Pippo ti prego ricanta quell’ aria….”c’ era invece chi entrava mi guardava e lapidariamente sentenziava:” il primo atto una cannonata il secondo un po’ meno…Una volta bastava un fischio a rovinare lo spettacolo, oggi e questo e’ grave non si fischia neanche piu’, oggi passano tutti indenni quelli che salgono sul palcoscenico.C’ e’ poca circolazione delle parole in giro fra i cantanti, : la voce viene quasi usata esclusivamente come strumento dell ‘orchestra piu’ che come strumento della parola.

Cosa e’ cambiato nel mondo operistico degli anni d’ oro ad oggi?

Sono le epoche che cambiano e con loro la musica.Oggi non ci sono piu’ le collaborazioni fra i grandi direttori con i compositori.Una volta i cantanti venivano scelti da gente che ne capiva realmente. Oggi non e’ piu’ cosi’, c’ e’ l’ avvento dei registi…E’ la mentalita’ che e’ cambiata la gente e’ convinta che l’ opera sia un genere passato, che stia andando nel dimenticatoio, che non tiri piu’, che non faccia piu’ audience e quindi si getta alla disperata ricerca del nuovo sacrificando la musica sull’ altare delle scenografie ricercatissime, delle regie prestigiose…

E Giuseppe di Stefano non ha avuto modo di vedere come i nuovi registi di oggi stanno maltrattando l’ opera lirica, scandalizzando il pubblico e arrivando a cambiarne valori e significati.

 

 

Rispondi