Mikheil Sheshaberidze Arena di Verona 2017

Stagione estiva Arena 2017 : Vogliamo passare in rassegna e presentarvi i cantanti che con le loro voci delizieranno le notti d’ estate degli spettatori della Arena.Cominciamo dal tenore georgiano Mikheil Sheshaberidze….

Nato a Kaspi (Georgia), ha studiato al Conservatorio di Stato “Vano Sarajishvili” di Tbilisi, dove completò i suoi studi di canto nel 2006.

Nel 2007 frequenta la masterclass del soprano statunitense Lella Cuberli.

Nel 2010 ha partecipato all’Accademia Internazionale di Canto “Renata Tebaldi e Mario del Monaco” – Città di Pesaro.

Attualmente si dedica allo studio del canto sotto la guida del M° Gianfranca Ostini.

Nel 2011 arriva III° al concorso per giovani cantanti lirici “Gaetano Fraschini” a Pavia.

Nel novembre/dicembre del 2011 ha partecipato alla XV edizione di Opera Domani…progetto dell’AsLiCo per l’Opera “Nabucco, c’era una volta la figlia di un re” al Teatro G. Verdi di Trieste e al Teatro Duni di Matera.

Nel 2012 ha debuttato con molto successo i seguenti ruoli: Pinkerton nella Madama Butterfly di G. Puccini (direttore d’orchestra Paolo Olmi), Don Josè nella Carmen di G. Bizet, Cavaradossi in Tosca e Roberto ne Le Villi di G. Puccini.

Inoltre, ha vinto il III° premio al Concorso Lirico Internazionale “La Città Sonora 2012” a Cinisello Balsamo (Milano).

Oltre a ciò, ha cantato in numerosi concerti (con grande successo di pubblico e critica???)

  • Mikheil Sheshaberidze un Heldentenor piuttosto scompaginato, vero anello debole dell’intera locandina.
  • Possente ma poco convincente il Mario Cavaradossi di Mikheil Sheshaberidze, che pur sfoggiando una voce di buona qualità e un registro acuto potente e facile a raggiungere, latita in tecnica e fraseggio. Il tenore georgiano ha nei centri e nel registro di passaggio il suo tallone d’Achille, che unito ad un fraseggio sui generis e ad un abbandono lirico praticamente inesistente, hanno compromesso in parte una serata non felicissima per lui.
  • Naturalmente tutto il contesto non ha contribuito a valorizzare le sue doti: si prenda ad esempio l’episodio in cui, al termine della prima aria dell’algida principessa, il tenore irrompe in anticipo di diverse battute dovendo poi rimediare in maniera imbarazzante per recuperare. Ci sorprende come Mikheil Sheshaberidze (Calaf) riesca ad arrivare al termine della rappresentazione senza esplodere, tanto è forzata, sgraziata e non di rado stonata l’emissione della voce. La pronuncia è più che grezza, l’interpretazione frigida e la scarsa intesa col direttore critica in più punti.
  • Il tenore, l’esordiente Mikhail Sheshaberidze, mi è sembrato molto rigido e con acuti non ben proiettati, in gergo diciamo “indietro” , il che non deve succedere in un giovane dai mezzi e dal timbro promettenti e dalla ottima musicalità. Il suo, a onor del vero, è stato un salvataggio last minute, quindi vi è qualche parziale discolpa. Tuttavia il consiglio di mettere a posto la parte acuta del registro e di non forzare i tempi su taluni titoli resta, anche in queste situazioni.
  • Mikheil Sheshaberidze non ha convinto nei panni di Ismaele, risolto con un canto ansiogeno e accento generico.

 

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