Recensione il Turco in Italia Teatro Pavarotti Modena

Il turco in Italia è un’opera buffa in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Felice Romani.

La prima assoluta ebbe luogo al Teatro alla Scala a Milano, il 14 agosto 1814 diretta da Alessandro Rolla con Filippo Galli e Giovanni David. L’opera fu accolta freddamente quella stagione, soffrendo il paragone con L’Italiana in Algeri, con la quale condivideva il gusto della “turcheria”; fu riabilitata nello stesso teatro sette anni più tardi, nel 1821.

Il 7 novembre 1815 avviene con successo la prima nel Teatro Valle di Roma con Giuseppe De Begnis. Il 17 aprile 1816 avviene la prima nel Teatro San Benedetto di Venezia ed il 26 dicembre 1817 nel Teatro degli Avvalorati di Livorno. Il 23 maggio 1820 avviene la prima nel Théâtre-Italien di Parigi con Giuseppina Ronzi de Begnis, Marco Bordogni e Giuseppe De Begnis, il successivo 10 luglio nel Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona ed il 9 gennaio 1821 avviene la prima nel Teatro degli Avvalorati di Livorno con Giovanni Battista Verger. Il 19 maggio successivo avviene la prima nel Her Majesty’s Theatre di Londra con i De Begnis. Il 22 marzo 1822 avviene la prima nel Teatro della Canobbiana di Milano, il 12 maggio 1825 nel Teatro Comunale di Bologna ed il successivo 10 luglio nel Teatro Carlo Lodovico (poi Teatro San Marco) di Livorno. Il 14 marzo 1826 va in scena a New York con Maria Malibran, i Manuel García (padre e figlio), Gaetano Crivelli. Il 19 dicembre 1827 avviene la prima nel Theatre Royal di Edimburgo con De Begnis per l’Italian Opera Company. Il 6 febbraio 1830 avviene la prima nel Teatro Regio di Parma.

La fortuna moderna del Turco in Italia nasce negli anni ’50 del ‘900, nel 1950 al Teatro Eliseo di Roma diretta da Gianandrea Gavazzeni con Maria Callas, Cesare Valletti, Mariano Stabile, Franco Calabrese e Sesto Bruscantini e dall’allestimento della Scala del 1955, con la Callas nel ruolo di Fiorilla, Jolanda Gardino, Valletti, Angelo Mercuriali, Stabile, Nicola Rossi-Lemeni e Calabrese per la regia di Franco Zeffirelli.

Nel 1957 avviene la prima nel Teatro Carignano di Torino diretta da Oliviero De Fabritiis con Eugenia Ratti, la Gardino, Agostino Lazzari, Stabile, Rossi-Lemeni e Melchiorre Luise. Nel 1960 avviene la prima nel Teatro La Fenice di Venezia diretta da De Fabritiis con Graziella Sciutti, Lazzari, Stabile, Bruscantini e Calabrese. Nel 1970 avviene la prima nel Teatro Comunale di Firenze diretta da Vittorio Gui con Margherita Rinaldi, Lazzari e Bruscantini ed al Glyndebourne Festival Opera con John Pritchard (direttore d’orchestra), la Sciutti, Paolo Montarsolo ed Ugo Benelli. Nel 1971 avviene la prima nel Teatro Nuovo di Torino diretta da Gui con Oslavio Di Credico e Bruscantini.

Al Rossini Opera Festival la prima è stata nel 1983 diretta da Donato Renzetti con Samuel Ramey, Lella Cuberli ed Alessandro Corbelli. Nel 1985 va in scena al Grand Théâtre di Ginevra diretta da Bruno Campanella con Giorgio Tadeo, Catherine Malfitano, Montarsolo e Corbelli.

Al Opéra municipal de Marseille va in scena nel 2004. Al Teatro Regio di Torino va in scena nel 2005 con Eva Mei e Michele Pertusi. Al Royal Opera House, Covent Garden la première è stata nel 2005 con Thomas Allen, Corbelli, Cecilia Bartoli ed Ildebrando D’Arcangelo.

Atto I

Nei pressi di Napoli, il poeta Prosdocimo, alla ricerca di un buon soggetto, s’imbatte in gruppo di zingari. Nel gruppetto, Zaida legge la mano a don Geronio, che vuole sapere quando la moglie donna Fiorilla si comporterà meglio. Dopo che il signore se ne è andato, Zaida confida al poeta che è fuggita dall’amato principe Selim, a causa delle ire gelose delle compagne. Prosdocimo la informa dell’arrivo del principe, che può intercedere per lei. Mentre Donna Fiorilla passeggia sulla spiaggia con le amiche (Non si dà follia maggiore), Selim entra in scena (Bella Italia, alfin ti miro), e si lascia sedurre da Fiorilla, e la corteggia.

Prosdocimo incontra Narciso, servente di Fiorilla, che avvisa il poeta dell’indignazione del marito, a causa della moglie, che ha invitato a casa per un caffè il Principe turco.
In casa di Fiorilla, la donna civetta con Selim, dove viene a stento sopportato da Geronio, che in segno d’omaggio deve baciargli la veste, e da Narciso. Invece, Prosdocimo si rallegra, perché può trovare spunto per la sua opera.

Subito dopo Selim attende sulla spiaggia Fiorilla, ma incontra Zaida, e i due si riabbracciano, riconoscendosi, ma Fiorilla giunge furente, con Geronio e Narciso, e si scaglia sulla povera Zaida. I tre uomini cercando di fermare le due donne infuriate, mentre Prosdocimo se la ride.

Atto II

Selim propone a Geronio di vendergli Fiorilla, proprio come si usa in Turchia, ma questi rifiuta. Entrano Zaida e Fiorilla, che litigano con Selim: Fiorilla perché è offesa, Zaida per via degli amori discontinui di Selim.
Prosdocimo viene a sapere che Selim vuole rapire Fiorilla ad una festa mascherata, e consiglia a Zaida di travestirsi da Fiorilla se vuole tornare con lui, e consiglia Geronio di sorvegliare la moglie vera vestito da gorilla. Narciso, che ha sentito tutto, decide di travestirsi da Selim per poter rapire Fiorilla, di cui è innamorato.
Durante la festa si susseguono una serie di equivoci: Geronio grida ad alta voce il suo sconcerto nel vedere due Fiorilla e due turchi. Fiorilla poi scappa con Narciso, e Zaida con Selim.
Entra Prosdocimo, che sa che Selim e Zaida si sono riconciliati, e consiglia a Geronio di fingere un divorzio da Fiorilla. Leggendo la lettera di ripudio, la donna fa per andarsene. Alla fine, però Prosdocimo fa in modo che Geronio e Fiorilla si rincontrino, e la donna si pente di ciò che ha fatto. Alla fine la coppia saluta Selim e Zaida che ritornano in Turchia.

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